Il Governo ha approvato il Piano di rientro del debito della Sanità calabrese 2026-2028, ultimo step che chiude definitivamente l’epoca del commissariamento sanitario durato oltre 15 anni
«Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, di concerto con il Ministro della salute, sentito il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, ha approvato il Piano di rientro del Servizio sanitario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028».
Con queste parole il Governo guidato da Giorgia Meloni fa sapere, nel comunicato ufficiale sull’ultima seduta del Consiglio dei Ministri, di aver approvato il Piano di rientro del debito sanitario proposto dalla Regione Calabria. Un elemento essenziale per completare tutti i passaggi che di fatto e adesso di diritto portano la sanità calabrese fuori dal tunnel della gestione commissariale durata oltre tre lustri.
Il piano di rientro 2026-2028 aveva ricevuto il primo sì proprio dalla Giunta regionale lo scorso 7 luglio. Poco meno di un mese dopo, il 3 agosto 2026, ad approvare la proposta dell’esecutivo Occhiuto era stata la Conferenza Stato-Regioni, che aveva in tal modo sancito l’accordo raggiunto tra ministero della Salute, ministero dell’Economia e Regione Calabria. Quello della Conferenza Stato-Regioni era un passaggio considerato decisivo. Inoltre, pochi giorni prima, era venuto meno anche un pesante scoglio ossia quello del giudizio della Corte dei conti. I giudici contabili, confermando nei fatti la tesi sostenuta dal sottosegretario regionale Ettore Figliolia, hanno dichiarato che non c’era «luogo a pronuncia» sulla richiesta di visto alla fine del commissariamento della sanità calabrese chiesto dal Consiglio dei ministri. Escludendo in questo modo possibili rischi di stop alla procedura.













