Il Piano è stato approvato. Le ambulanze, però, restano vecchie, le postazioni senza personale e i lavoratori senza certezze. Mentre a Roma il Consiglio dei ministri dà il via libera al nuovo programma di rientro della sanità calabrese per il triennio 2026-2028, a Catanzaro medici, infermieri, autisti e sindacati scendono in piazza per denunciare un sistema di emergenza-urgenza arrivato al limite.
Due immagini della stessa giornata. Da una parte i documenti, gli obiettivi e le strategie per recuperare i ritardi nell’assistenza. Dall’altra le Pet del 118 che rischiano di rimanere scoperte, le ambulanze con centinaia di migliaia di chilometri e un personale che chiede semplicemente di poter lavorare in condizioni dignitose e sicure.
Il via libera del Governo
Il nuovo Piano di rientro è stato approvato dal Consiglio dei ministri dopo il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni e della struttura tecnica paritetica di monitoraggio. La proposta è arrivata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro della Salute e dopo aver sentito il ministro per gli Affari regionali. Il programma delinea le azioni che la Regione dovrà attuare nel triennio 2026-2028 per affrontare le criticità ancora aperte. In cima agli obiettivi figurano il recupero dei deficit nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza, soprattutto nell’area distrettuale, e il riequilibrio della gestione economico-finanziaria. Un passaggio istituzionale importante, ma che non cancella la realtà quotidiana vissuta nelle postazioni territoriali, nei pronto soccorso e sulle ambulanze. È proprio questa distanza ad aver portato Nursing Up, Usb e Fsi-Usae davanti alla Prefettura di Catanzaro.














