I sindacati Fsi-Usae, Nursing Up e Usb proclamano lo stato di agitazione e chiedono la conciliazione in Prefettura: sotto accusa l'intesa regionale che ha escluso 118 e reparti specialistici dai benefici economici, tra carichi di lavoro e dotazioni obsolete

Il sistema sanitario di emergenza e urgenza della Calabria entra in una nuova fase di forte tensione sindacale. Le sigle Fsi-Usae, Nursing Up e USB hanno proclamato lo stato di agitazione del personale in servizio nei Pronto Soccorso della Regione, estendendo la mobilitazione agli operatori del Servizio di Emergenza-Urgenza Territoriale 118 e a quelli impiegati nei presidi ostetrico-ginecologici e pediatrici. Contestualmente, le tre organizzazioni hanno inoltrato alla Prefettura di Catanzaro la richiesta per l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi della legge n. 146/1990. Al centro dello scontro vi è l’accordo siglato il 25 giugno 2026 tra il Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Sanitari della Regione Calabria e le rappresentanze di CISL, FIALS e NURSIND. Tale intesa ha disposto l’esclusione degli operatori del SEU 118 e dei Pronto Soccorso specialistici dal beneficio economico dell’indennità di Pronto Soccorso previsto dal Contratto Collettivo Nazionale della Sanità. Secondo i promotori della protesta, questo passaggio cancella i criteri stabiliti dalla precedente intesa regionale del 15 febbraio 2024, firmata all’unanimità dalle sigle del comparto, posizionando il territorio calabrese in difformità rispetto all’indirizzo prevalente nel resto del Paese.