Chi saranno i lavoratori in Veneto nel 2030? Una domanda secca che prevede una risposta articolata e che inevitabilmente si aggancia a tematiche come il calo demografico, l'aumento dell'età media e la denatalità, che affliggono in particolare territori periferici e montuosi della regione. A porsela, andando ad analizzare la situazione odierna e a ipotizzare quella che vi sarà tra appena quattro anni, è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese). La situazione Secondo i dati forniti da Cgia, negli ultimi dieci anni i giovani veneti tra i 15 e i 34 anni sono aumentati di oltre 13.300 unità. Un risultato «in contro tendenza rispetto all’andamento registrato a livello nazionale» ma che si scontra con evidenze ben meno rassicuranti. Nel medio-lungo periodo anche in Veneto la denatalità farà sentire i suoi effetti, senza contare che a breve, entro il 2029, «oltre 291.000 lavoratori della nostra regione usciranno dal mercato del lavoro per raggiunti limiti d'età e/o di anzianità contributiva». Dunque 13.300 giovani in più, pronti ad affacciarsi al mondo del lavoro, ma a fronte di 291.000 pensionandi. «Una cifra che pone una domanda cruciale, destinata a diventare centrale nel dibattito economico e sociale dei prossimi anni: chi sostituirà questi lavoratori?».