Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIntegra il reato di induzione indebita (319 quater c.p.) la condotta del pubblico ufficiale che, abusando della propria qualità o dei propri poteri e ponendo il privato in una condizione di soggezione, lo induce a procurargli un'utilità indebita, anche non patrimoniale, come la consegna del proprio numero di telefono finalizzata all'avvio di una relazione personale, in cambio dell'omissione di un atto dovuto, quale la contestazione di una violazione amministrativa.
Lo ha affermato la VI Sezione della Corte di Cassazione con la sentenza n. 23596 del 25 giugno 2026 dichiarando infondati alcuni motivi di ricorso. Il caso trae origine da un' ordinanza del Tribunale del Riesame di Roma che aveva confermato l’applicazione della misura della interdizione dai pubblici uffici all’indagato, istruttore di Polizia Locale del Comune di Roma. Allo stesso erano stati ascritti alcuni illeciti commessi nell’esercizio delle funzioni e riconducibili ai reati commessi ai danni di giovani donne in occasione della redazione, o mancata redazione, dei verbali di contravvenzioni al codice della strada riscontrate nel corso dei servizi.






