Perugia, 18 luglio 2026 - Dopo l'entrata in vigore della riforma autovelox, fortemente voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, nella Regione Umbria sono stati spenti 3 dispositivi. Allo stato attuale, quindi, risultano omologati 63 apparecchi a fronte dei 66 dislocati sul territorio (dati forniti oggi dal Ministero). "Dopo 34 anni - riferisce il Mit - si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all’individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati. Salvini ribadisce che se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall’altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini". L'obiettivo è chiaro: "ridurre il contenzioso e garantire che ogni multa sia supportata da strumenti certificati e tecnicamente affidabili".
La mappa dei dispositivi in Umbria
In Umbria negli ultimi anni numerosi impianti installati lungo le principali arterie regionali sono stati al centro di polemiche e ricorsi, soprattutto lungo la E45, sul Raccordo Perugia-Bettolle e su alcune strade statali e provinciali dove gli autovelox hanno prodotto un elevato numero di sanzioni (a Perugia lungo la Pievaiola, a Terni sulla St313 e in via Gabelletta). Non esiste un elenco pubblico della tipologia di apparecchio installato in un dato punto delle arterie stradali. L’elenco ufficiale pubblicato dal ministero censisce tutti i dispositivi presenti sul territorio nazionale, ma la permanenza in servizio dipende dal modello installato e soprattutto dal relativo decreto di omologazione.












