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Un paziente politraumatizzato trasportato d’urgenza dal 118 all’ospedale “Cutroni Zodda”, ma successivamente trasferito al “Fogliani” di Milazzo per completare il percorso diagnostico e assistenziale. Non si tratta di un episodio ma di situazioni che – come sottolineano i sindacati – si verificano spesso, in quanto si rende necessario assicurare alla persona che presenta una frattura o altra trauma, un adeguato intervento di assistenza. Intervento quasi impossibile da fare a Barcellona e che dunque viene dirottato a Milazzo, dove pure il reparto di Ortopedia si ritrova quotidianamente col problema dei posti letto vista la mole di lavoro che, in estate praticamente raddoppia.

Un episodio, questo, che al di là singole circostanze cliniche che hanno determinato il trasferimento, pone una riflessione più ampia sull’organizzazione dell’emergenza-urgenza. Quando un paziente con lesioni importanti deve essere trasferito da un presidio all’altro – si fa notare – inevitabilmente emergono interrogativi sulla distribuzione delle professionalità e sulla piena operatività dei servizi diagnostici nelle 24 ore. Tra le criticità più volte evidenziate dagli operatori sanitari vi è la difficoltà di garantire la presenza di alcune figure specialistiche, in particolare dei radiologi durante i turni notturni. Una situazione che, in alcuni casi, può incidere sui tempi delle diagnosi e rendere necessario il trasferimento verso altri presidi meglio strutturati per affrontare specifiche emergenze.