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Ben 14 ore di attesa al Pronto soccorso senza essere visitata, poi il rientro a casa e, il giorno dopo, una radiografia eseguita in uno studio privato che ha confermato la frattura del polso.
È il racconto-denuncia di una famiglia milazzese che riporta sotto i riflettori le criticità del Pronto soccorso dell'ospedale Fogliani, da tempo al centro delle proteste degli utenti per i lunghi tempi di attesa e la carenza di personale.
A raccontare l'accaduto è il figlio di una donna di 67 anni. «Domenica, intorno a mezzogiorno, mia madre è caduta e l'abbiamo accompagnata subito al Pronto soccorso perché sospettavamo una frattura al polso. Siamo rimasti lì fino alle due di notte senza che venisse presa in carico. Alla fine siamo stati costretti a tornare a casa». Secondo il racconto, la paziente era stata classificata con codice verde, circostanza che avrebbe determinato il lungo rinvio della visita. «Continuavamo a chiedere informazioni, ma nessuno sapeva dirci quanto avremmo dovuto aspettare. Ci siamo chiesti come fosse possibile attribuire un codice verde a una persona con il polso deformato, la mano gonfia e il forte sospetto di una frattura». La famiglia riferisce di essersi rivolta anche alle forze dell'ordine per chiedere assistenza.








