di

Fausta Chiesa

Dal 2031 dovranno acquistare diritti pari al 25% delle emissioni. La percentuale salirà progressivamente al 100% dal 2034. Gli impianti collegati al teleriscaldamento avranno quote gratuite

Anche i termovalorizzatori dovranno pagare i diritti per le emissioni di anidride carbonica. Lo ha deciso la Commissione europea oggi, 17 luglio, nell’ambito della proposta di revisione del sistema Ets (Emission Trading System) con una decisione che era prevista per quest’anno ed era molto attesa dal settore. Bruxelles ha proposto, però, un’introduzione ritardata al 2031 rispetto a un’ipotesi approvata dal Parlamento Europeo che avrebbe potuto far scattare l’Ets già dal 2028 e prevede di inserire gradualmente gli impianti del cosiddetto «waste to energy» tra il 2031 e il 2034.

Gli impianti esclusiDal 2031, i gestori di termovalorizzatori (i principali in Italia sono A2a, Hera, Iren e Acea che sta costruendo il nuovo impianto a Roma) dovranno acquistare quote pari al 25% delle emissioni generate, con la percentuale che salirà al 50% dal 2032, al 75% dal 2033 e al 100% dal 2034 in poi. Gli inceneritori collegati a reti di teleriscaldamento avranno accesso alle quote gratuite. I governi nazionali potranno escludere gli impianti fino al 2035 se, entro il 31 luglio 2029, dimostreranno di rispettare almeno due su tre requisiti tra l’attivazione di sistemi diversi di tassazione del carbonio, la capacità di raggiungere l’obiettivo Ue di riciclo e quello di riduzione dello smaltimento in discarica.