HomeRavennaCronaca"Lavori di pubblica utilità mai fatti". I vertici di associazione animalista nei guai per falso e corruzioneSecondo l’accusa avevano attestato firme per attività mai eseguite: indagate sedici persone. Ma l’inchiesta rischia di allargarsi dopo le prime perquisizioni della polizia locale.Dei sequestri si è occupata la polizia locale. Nella foto di repertorio e non legata a questo caso, due. agenti con un cuccioloRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl contesto dell’inchiesta è quello della salvaguardia degli animali. Ma questa volta le verifiche non hanno a che fare con possibili maltrattamenti bensì con i lavori di pubblica utilità. Si tratta di un’attività non retribuita che viene svolta a favore della collettività in enti pubblici o in associazioni di volontariato. Funziona da pena sostitutiva ed è finalizzata all’estinzione del reato. Tuttavia secondo l’ipotesi accusatoria nel nostro caso il volontariato non sarebbe mai stato fatto (o perlomeno solo in forma molto contenuta) e le firme di presenza sarebbero state in realtà posticce.

Un’indagine, quella su una nota associazione di tutela e recupero degli animali, che non solo ha coinvolto un consigliere e il presidente. Ma che rischia di tirare dentro in concorso anche diversi di coloro che dal maggio 2025 a oggi - una quarantina le posizioni, 16 almeno al momento gli indagati - abbiano scelto di rivolgersi all’associazione per chiudere i conti con la giustizia. Tre le ipotesi di reato fin qui formulate: il falso per via delle le firme di presenza sospettate di essere mendaci; il falso per induzione per avere presumibilmente tratto in inganno l’Uepe, l’ufficio di esecuzione penale esterna, cardine dell’iter che porta il tribunale a dichiarare l’estinzione di un reato dopo i lavori di pubblica utilità; e infine la corruzione per eventuali vantaggi/regalie elagargiti/ricevuti allo scopo di ottenere trattamenti di favore sull’attestazione delle presenze.