Savona – Usurpazione di funzioni pubbliche. È l’articolo 347 del codice penale. È l’ipotesi di reato a carico di almeno un paio di guardie zoofile savonesi, iscritte dalla Procura nel registro degli indagati. Hanno fatto scalpore le perquisizioni, tra Savona e la Valbormida, subite nei giorni scorsi dai volontari animalisti che collaborano con l’associazione “Stop Animal Crimes Italia”. Alla loro porta si sono presentati una decina di carabinieri forestali, coordinati nell’inchiesta dal sostituto procuratore Claudio Martini, per analizzare computer e telefonini e cercare loghi, simboli, distintivi, pettorine e palette. Perquisite anche le auto. Sequestrati atti, verbali e documenti. L’inchiesta Al centro del lavoro della Procura di Savona c’è la verifica sulla correttezza del loro operato, soprattutto in occasione di controlli e sequestri di animali sottratti ai proprietari dopo presunti maltrattamenti, che i volontari avrebbero portato a termine qualificandosi come agenti di polizia giudiziaria. Ora la Procura vuole vederci chiaro. I sequestri effettuati, che non sono oggetto dell’ipotesi di reato, sarebbero stati eseguiti di iniziativa, senza l’ausilio del personale Asl del servizio veterinario. I diretti interessati avrebbero spiegato di aver agito come previsto dalle normative e che i sequestri sarebbero poi stati convalidati dalla Procura. Una vicenda intricata, tra burocrazia e interpretazione delle norme, che, stando a quanto trapelato dagli atti notificati ai difensori, avrebbe al centro le modalità dei controlli effettuati con i poteri di polizia giudiziaria a Cairo, Carcare, Altare e Pontinvrea. Durante le perquisizioni, sarebbero stati acquisiti verbali relativi ai sopralluoghi e, in un caso, il decreto di nomina con poteri di polizia giudiziaria. Gli indagati Tra coloro che hanno subito le perquisizioni ci sono due noti esponenti del volontariato animalista. Si tratta di Silvia Scarzella, professoressa di greco e latino al liceo Calasanzio di Carcare e residente a Millesimo (dove è stata anche consigliera comunale), e Luigi Bertogli, noto blogger e attivista di Pontinvrea che martedì scorso si sono visti arrivare in casa i carabinieri forestali. «Chiunque si appropri arbitrariamente di una funzione pubblica o delle attribuzioni di un pubblico impiego (ad esempio chi “si finge un pubblico ufficiale o esercita poteri che non possiede prevede in caso di condanna la pena della detenzione sino a 2 anni”, recita il codice penale). Ipotesi tutte ancora da dimostrare in un’eventuale sede giudiziaria. La reazione degli indagati Entrambi gli indagati raggiunti al telefono ieri hanno voluto limitarsi a raccontare il loro stato d’animo: «Non vogliamo intralciare il lavoro della magistratura che rispettiamo, ma non possiamo non nascondere il fatto che siamo choccati, esterrefatti, sconcertati, basiti, per le perquisizioni subita, confidiamo nel fatto che le accuse vengano archiviate. Abbiano fiducia nella giustizia. Non siamo criminali, ma vogliamo solo il bene degli animali». I due sono noti esponenti dell’associazione “ Stop Animal Crimes Italia” i cui volontari di recente sono stati protagonisti di diversi casi di cani sequestrati e tolti ai padroni per i maltrattamenti segnalati. L’articolo 347 del codice penale è incentrato sull’ipotesi di appropriazione di una funzione pubblica o di attribuzioni inerenti a un pubblico impiego. «Ho seguito e superato un regolare corso per diventare guardia zoofila- spiega la professoressa sessantenne Silvia Scarzella- i nostri sequestri di animali maltrattati fatti in autonomia sono sempre stati convalidati da un pubblico ministero. Da quel che ho capito al centro delle indagini ci sono i controlli». Oltre ai pc e ai telefonini a casa di Scarzella è stato sequestrato il decreto della Prefettura di nomina di guarda zoofila con poteri di polizia giudiziaria. Le sono stati portati via anche una serie di verbali in fase di compilazione inerenti, sopralluoghi e prescrizioni ai proprietari come quelle di non tenere il cane alla catena. Nel mirino dei forestali anche i volontari e ausiliari che hanno accompagnato Scarzella. Come nel caso di Bertogli che raggiunto al telefono ha commentato ieri sera precisando: «Ho superato il corso di guardia zoofila e ho accompagnato Scarzella nei controlli per impratichirmi sul campo, le ho fatto da accompagnatore» Si è visto sequestrare uno zaino pieno di faldoni e atti: «Erano testi con le norme».