I file rivelano acquisizioni cinesi di dati elettorali e un'operazione russa per favorire Trump nel 2020

La Casa Bianca ha reso pubblici decine di documenti di intelligence declassificati sulle elezioni americane del 2020 e del 2024. Il 13 luglio, la Government Transparency Task Force ha pubblicato un comunicato che elenca sedici stati i cui registri elettorali sarebbero stati compromessi dalla Repubblica Popolare Cinese. Donald Trump, nel discorso alla nazione del 16 luglio, ha presentato quei file come prova di elezioni rubate, ma i documenti raccontano una storia diversa (e più scomoda per Trump) che riguarda la Russia di Vladimir Putin.

Cosa contengono davvero i file declassificati

I documenti sono stati declassificati in due fasi. La prima riguarda prevalentemente i dossier sull’interferenza russa nelle elezioni del 2020. La seconda è stata autorizzata dal Counsel to the President Warrington e comprende i file relativi alle attività cinesi sui dati elettorali americani. Il corpus totale include un President’s Daily Brief del 25 giugno 2020 e sei rapporti dell’intelligence su acquisizioni di dati elettorali da parte della Repubblica Popolare Cinese.

La Russia lavorava per danneggiare Biden e favorire Trump