C’è un effetto molto evidente e tuttavia scarsamente considerato del caldo assurdo che ormai vivono le nostre città d’estate: ovvero il rafforzamento dell’utilizzo dell’auto. Il motivo è presto detto: l’auto è una sorta di casa-condizionata portatile, ovvero è un modo per spostarsi freddo e piacevole. Non poco, quando fuori si raggiungono 35-40 gradi.

Certamente, anche le grandi piogge autunnali non aiutano l’uso dei mezzi pubblici, perché anche in quel caso la macchina funziona da riparo da precipitazioni che possono essere anche violente. Ma in genere, sono brevi, mentre il caldo è prolungato e incessante. Così, è facilissimo dire in queste settimane “prendo i mezzi”, salvo tornare sui propri passi per capire che appena usciti si morirà di caldo e optare per la macchina, tanto più che alcuni sistemi hanno la possibilità di raffrescare la macchina anche prima di entrarci, a distanza. Questo, d’altronde, è quello che accada a Dubai, ad esempio, dove si passa dalla casa condizionata alla macchina condizionata parcheggiata apposta sotto casa.

Il problema è che la macchina è anche un’abitudine. Se poi ci abitua a prenderla d’estate, al rientro si continuerà a farlo. E forse anche questo è il motivo per cui nelle nostre città, ad esempio a Roma, non si riesce a ridurre il numero delle macchine in strada, con conseguenze gravi in termini di inquinamento, occupazione fisica dello spazio, incidenti.