Vado a Ischia dal 1974, ma definirla soltanto una meta di vacanza sarebbe riduttivo: in cinquantadue anni è diventata la mia seconda casa, un luogo che conosco e osservo non da turista occasionale, ma da frequentatore assiduo e amante dell’isola. Proprio questa lunga consuetudine mi ha insegnato che nel turismo non esistono rendite di posizione eterne.
Per oltre trent’anni Ischia è stata una delle mete preferite dei tedeschi. Poi sono arrivati i russi e, più recentemente, gli americani. Sono cambiati i mercati, la capacità di spesa, le aspettative, i tempi di permanenza e perfino il modo di vivere la vacanza. Una destinazione può possedere alberghi, terme, spiagge e panorami. Non possiede i turisti.
Una mappa costruita sulle ricerche estive effettuate su Google nel 2024 mostra che la Spagna è la destinazione più cercata in Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Scandinavia. La Croazia prevale nell’Europa centrale, la Grecia nei Balcani, mentre l’Italia risulta prima soltanto in Svizzera, Slovenia e Malta. L’analisi non è una classifica delle prenotazioni. Google Trends misura interessi relativi, non arrivi, pernottamenti o spesa. Tuttavia, offre un segnale che sarebbe miope ignorare: nella fase in cui il turista cerca, confronta e sceglie, altri Paesi riescono a occupare meglio lo spazio mentale del consumatore europeo.













