“Truffata dai costruttori”, non è mai riuscita a tornare a vivere in un appartamentoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFoligno, 18 luglio 2026 – Angela Venanzi, la signora della ‘baracca’ di cui abbiamo scritto più volte su queste pagine, è morta a dieci giorni dal suo centesimo compleanno. “Abbandonata dalle istituzioni, in una baracca per trent’anni”, si legge nel manifesto funebre, appena sotto alla foto di questa donna tanto minuta quanto tenace, affacciata sulla soglia della casa di legno. Ma lei non doveva vivere lì. La sua abitazione, nella frazione di Cupigliolo, andò in macerie a seguito del terremoto del 1997, che colpì duramente Foligno e Colfiorito.
Passate le scosse, grazie all’assegnazione del contributo-sisma iniziarono gli interventi di ricostruzione della casa. Intanto la famiglia di Angela aspettava la fine del cantiere, vivendo la quotidianità tra una roulotte e il prefabbricato. Poi però i lavori vennero bloccati, perché mal eseguiti.
“Mia madre venne truffata dai costruttori – racconta il figlio, Innocenzo Ronchetti –, per lo scheletro non utilizzarono né ferro né cemento”. Seguirono anni di denunce e svariate diatribe legali. Fino alla sentenza del tribunale che riconobbe i danni causati dalla ditta edile, condannando però anche la famiglia Ronchetti a saldare i lavori, per un totale di 25mila euro. “Abbiamo provato a rivolgerci a tutti – dice Innocenzo con rassegnazione – ma non ci ha mai risposto nessuno, perché evidentemente non contiamo niente. Mia madre in questi anni mi ha tenuto buono e calmo. Ma io vorrei far vedere alle istituzioni in che condizioni è dovuta vivere in questi trent’anni. Senza servizi igienici, costretta a dormire in una roulotte. Siamo stati abbandonati”.







