Giovedì scorso, nel pieno della battaglia parlamentare per la legge elettorale e dopo un post a sostegno del gioielliere condannato per essersi vendicato contro due ladri, la presidente del consiglio ha trovato il modo di magnificare il suo governo. «La notizia più bella – aveva scritto Meloni sui social riferendosi ai dati sulla dispersione scolastica dell’Invalsi – oltre 520mila ragazzi che rischiavano di lasciare la scuola, non l’hanno fatto. L’abbandono scolastico era all’11,5% nel 2022. Oggi è al 7,3. Abbiamo superato, con anni di anticipo, l’obiettivo Ue del 9% per il 2030 e siamo davanti a Spagna e Germania». La premier ha attribuito il dato alle scelte del governo: «Docente tutor, Agenda sud, Piano estate, decreto Caivano, investimenti su digitale e Stem». Il ministro dell’istruzione (e del merito) Valditara è andato oltre: «Risultati storici». Persino il dato negativo di Prato (600 minorenni mai iscritti a scuola) viene usato per la propaganda con un duplice effetto: l’attacco alla regione Toscana, amministrata dal centrosinistra; il rilancio di alcune misure del governo come Agenda Nord dedicato alle grandi città, con un focus specifico sugli abbandoni dei ragazzi di origine straniera (che il governo di solito definisce «maranza») e il decreto Caivano applicato a Prato.
Scuola, «dispersione sconfitta». Il governo si fa i dati in casa | il manifesto
Riforme (Scuola) Giovedì scorso, nel pieno della battaglia parlamentare per la legge elettorale e dopo un post a sostegno del gioielliere condannato per essersi vendicato contro due ladri, la presidente del consiglio ha trovato il modo di magnificare il suo governo. «La notizia più bella - aveva scritto Meloni sui social riferendosi ai dati sulla dispersione scolastica












