I rapporti tra Apple e OpenAI non sono mai stati particolarmente idilliaci. Dopo un primo periodo in cui sembrava che le due aziende potessero avviare una partnership per far sbarcare l’AI sui prodotti di Cupertino, tra le due bit tech è calato una sorta di gelo.
Ora, però, la freddezza si è trasformata in aperta ostilità. A certificarla è una clamorosa causa intentata da Apple ai danni dell’azienda di Sam Altman, con l’accusa di spionaggio industriale.
Al centro dello scontro c’è il progetto avviato da OpenAI con l’acquisizione di IO Products (conosciuta semplicemente come io) startup fondata da Jony Ive che, nel maggio 2025 è stata incorporata da Altman e soci per la bellezza di 6,5 miliardi di dollari.
Ive, considerato uno dei più brillanti designer industriali degli ultimi 30 anni, ha un passato in Apple piuttosto “impegnativo”. È a lui che si deve il design di iMac, iPod, iPhone, iPad e Apple Watch. Dopo il suo abbandono nel 2019, Ive si è dedicato al design collaborando con marchi come Ferrari e Moncler. Nel 2024 ha fondato IO insieme ad altri tre pezzi da novanta emigrati da Apple come Evans Hankey, Tang Tan e Scott Cannon.
L’idea era quella di avviare la progettazione e produzione di dispositivi hardware focalizzati sull’uso dell’AI. Dopo un primo periodo in cui OpenAI ha agito come semplice partner tecnologico, IO è entrata a pieno titolo all’interno dell’azienda di Altman. Il primo dispositivo di questo tipo prodotto da OpenAI, di cui al momento si sa pochissimo, dovrebbe essere messo in commercio nel 2027. Secondo le poche indiscrezioni filtrate, si potrebbe trattare di un dispositivo mobile o da scrivania che utilizzerebbe prevalentemente l’interazione vocale con l’utente.












