venerdì 17 luglio 20262' di letturaIl linguaggio attualmente usato dalle istituzioni è discriminatorio nei confronti delle donne. A esserne convinta è Valeria Valente, senatrice del Partito Democratico, che, sulla questione, è intervenuta attivamente presentando un nuovo disegno di legge. Questo stabilisce che le pubbliche amministrazioni, negli atti amministrativi, nella corrispondenza, nella denominazione di incarichi, di funzioni politiche e amministrative, siano tenute a fare riferimento sia alle donne che agli uomini.In particolare, si legge nel ddl presentato al Senato, "si introduce l’obbligo di utilizzare la parola 'persona' invece dell’estensivo ritenuto neutro 'uomo' e di concordare il titolo funzionale, accademico, professionale, istituzionale e onorifico con il sesso della persona al quale è attribuito, quindi anche al femminile". Il testo prevede anche modifiche al codice civile e di procedura civile e al codice penale, utilizzando "assassinio" al posto di "omicidio".Pd, indietro tutta sulle "quote trans": Giani e dem ancora in tilt «Indietro tutta» avrebbe detto Renzo Arbore nella sua leggendaria trasmissione. C’era una volta in Tos..."Lo abbiamo presentato perché il linguaggio è importante, è pensiero, visione", ha detto Valente. "Mai come in questi giorni è chiaro. Una donna che si definisce ‘il’ presidente del Consiglio può più facilmente costruire una legge elettorale che escluda le donne dal Parlamento, come ha tentato di fare la Premier Meloni". Un collegamento alquanto fantasioso, che evidentemente nella testa della senatrice dem ha un senso. "Il maschile non è neutro, è lo specchio di una società costruita a misura di uomini", ha aggiunto. "Meloni ci sta dicendo infatti che le donne devono starci dentro e arrivare nonostante tutto, noi diciamo invece che quelle regole e quel modello maschile e maschilista sono da cambiare. Se il linguaggio non vede le donne, le donne rimangono invisibili. Il testo è una proposta che andrà migliorata con l’apporto di tutti".A farle eco, è Anna Rossomando, vicepresidente del Senato e firmataria del disegno di legge. "Spesso si dice che queste questioni non sono importanti, ma non è così. Derubricare un anello indebolisce tutte l’insieme delle battaglie".