La prima volta non era poi andata tanto bene. Quindi il governo regionale ci riprova. Chissà che adesso una cabina di regia per il «coordinamento delle strategie e delle attività connesse alla gestione del depuratore consortile Ias» (Industria acqua siracusana) di Priolo Gargallo non sia la cosa giusta da fare. Il decreto del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che istituisce questo nuovo tavolo di confronto è stato firmato il 14 luglio e ripercorre, per sommi capi, alcuni dei passaggi istituzionali più salienti dell'intricata vicenda del depuratore del polo petrolchimico di Siracusa, sotto sequestro dall'inizio dell'estate 2022. Ias gestisce i reflui delle principali aziende del polo che si estende tra Priolo, Melilli e Augusta: le raffinerie Isab e Sonatrach e le petrolchimiche Sasol e Versalis (Eni).

Per la seconda volta, la Regione tenta di venire a capo della storia. Lo aveva fatto la prima volta il 26 febbraio 2024, quando il presidente Schifani aveva presentato alla stampa l'ingegnera Giovanna Picone, incaricata di gestire «l’attuazione degli interventi di adeguamento del depuratore consortile Ias di Priolo Gargallo». Picone - che si è dimessa di recente a seguito del suo coinvolgimento nell'indagine sulla presunta gestione illecita dei rifiuti nella discarica di Timpazzo, a Gela - era stata indicata come commissaria dal governatore, a sua volta investito della responsabilità di Ias dal governo nazionale.