Il braccio di ferro sulla gestione della risorsa idrica nell'Agrigentino si sposta sul terreno dello scontro politico frontale. Dopo i recenti scambi di diffide, le richieste di aumento delle forniture e il tentativo di mediazione avviato dall'assessorato all'Energia, l'opposizione va all'attacco della giunta Schifani, accusata di ignavia istituzionale e incapacità programmatoria di fronte a un servizio ormai al collasso.
A farsi portavoce del dissenso è il capogruppo del partito democratico all'Assemblea regionale siciliana, Michele Catanzaro, che fotografa il caos attuale senza giri di parole: «La situazione del servizio idrico in provincia di Agrigento è ormai fuori controllo, e le ultime dichiarazioni dell’assessore regionale Francesco Colianni non fanno che certificare ciò che denunciamo da mesi: il Governo regionale continua a mettere Aica e Siciliacque l'una di fronte all’altra, senza assumersi alcuna responsabilità politica e gestionale».
La critica dell'esponente dem punta a smontare la narrazione ufficiale dei tavoli tecnici e dei continui vertici palermitani, bollati come pura facciata rispetto ai reali disservizi subiti dalla popolazione. «Da gennaio assistiamo a una sequenza di annunci propagandistici su problemi “risolti” – incalza Catanzaro – mentre oggi lo stesso Colianni ammette che la distanza tra Aica e Siciliacque resta intatta e mette a serio rischio la continuità del servizio idrico. Una contraddizione che pesa sulle comunità e che rivela l’incapacità del Governo regionale di governare un settore essenziale».







