<p>La <strong>riforma della previdenza complementare</strong> parte con un assist dei mercati.
Proprio nel semestre che precede l'entrata in vigore delle nuove regole, i <strong>fondi pensione</strong> tornano a battere il <strong>Tfr</strong> lasciato in azienda, offrendo un argomento in più ai lavoratori chiamati a decidere se destinare o meno la <strong>liquidazione alla previdenza integrativa</strong>.
Un risultato che arriva in un momento cruciale per il settore, alle prese con una delle più importanti revisioni normative degli ultimi anni con l'obiettivo di ampliare la platea degli iscritti, soprattutto tra i <strong>giovani</strong>.
Le adesioni restano infatti attorno al <strong>40% dei lavoratori italiani</strong>, poco considerando che le pensioni pubbliche non sono più così generose come una volta. </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/pensioni-inps-spesa-in-aumento-a-325-miliardi-nel-2025-202606231306527445" target="_blank">Pensioni, Inps: nel 2025 la spesa sale a 325 miliardi, ma gli assegni medi sono sempre più bassi</a></em> </p> <p> </p> <p>Le analisi di <em><strong>MF-Milano Finanza</strong></em> sul primo semestre mostrano che i fondi pensione negoziali hanno chiuso il periodo con un <strong>rendimento medio del 3,89%</strong>, superando la rivalutazione del <strong>Tfr</strong>, ferma al <strong>2,31%</strong>.







