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Pieremilio Gadda

Dal primo luglio iscrizione automatica ai fondi per i neo assunti che hanno due mesi di tempo per decidere se restare oppure no. Verrà investito non solo il Tfr ma anche il contributo dell’azienda E si debutta non più con comparti garantiti ma con il life cycle: più azioni finché si è giovani, più bond a fine corsa

Le novità sui fondi pensione entrate in vigore il primo luglio offrono una spinta, gentile e necessaria, a «fare la cosa giusta» in materia di previdenza complementare. Gentile, perché introduce un meccanismo automatico, lasciando però ai lavoratori la libertà di cambiare strada, entro due mesi dall’assunzione. Necessaria, perché contribuisce a rendere più solida la pensione di scorta per tanti lavoratori dipendenti che, allo stato attuale e a seconda dei casi, riceveranno dall’Inps un assegno pari al 60-70% dell’ultimo stipendio. Agli autonomi andrà peggio. È un problema che riguarda anche altri Paesi, impegnati, con formule diverse, a incentivare i risparmi previdenziali. Intanto, da noi è partita l’adesione automatica alla previdenza integrativa: i lavoratori neoassunti del settore privato verranno iscritti automaticamente al fondo pensione previsto dagli accordi o dai contratti collettivi.