Cʼera una volta Totò Riina. Oppure Bernardo Provenzano. Boss saldi al comando della propria organizzazione e profondamente radicati nelle loro terre dʼorigine, anche se con interessi in tutta Italia e non solo. E oggi? Dopo lʼarresto e la morte di Matteo Messina Denaro, esiste un capomafia che svetta su tutti gli altri?
Il mensile MillenniuM, diretto da Peter Gomez, nel numero di luglio ricostruisce la carriera e gli affari di Michele Senese e del suo clan, portato alla ribalta della cronaca dal caso Delmastro e dall’indagine Hydra sul “consorzio” delle mafie in Lombardia. Da venerdì 17 luglio il numero si può trovare in librerie selezionate (cerca qui la più comoda per te) e negli store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Unilibro, Libreria Universitaria). E naturalmente in abbonamento cartaceo o digitale.
In origine Michele Senese, detto ‘o pazzo per le numerose perizie psichiatriche compiacenti utili a evitare il carcere, è un camorrista di Afragola, nel napoletano, che si fa notare per ferocia e determinazione nellʼefferata guerra fra cutoliani e anticutoliani dei primi anni Ottanta, come racconta su Millennium Vincenzo Iurillo. Per questo viene spedito a Roma, a regolare gli ultimi conti con i cutoliani perdenti.







