Venerdì 24 Luglio 2026 | 02:41

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Bianca Chiriatti

Mercoledì 15 Luglio 2026, 08:15

Musica come luogo di incontro e occasione per costruire nuove comunità. È questa la visione che anima ASCOLTO – Music Communities Festival, che da oggi al 18 torna a Bari per la sua seconda edizione con un programma che unisce concerti, incontri e formazione. Due i percorsi complementari, il primo è il Music Program, giovedì 16 al Teatro Kismet: la serata si aprirà alle 19.30 con "Bari is Listening Forward – ASCOLTO Opening Talk", momento inaugurale dedicato al rapporto tra musica, territorio e comunità. A seguire spazio alla musica dal vivo con Heith & Tarawangsawelas, progetto selezionato da Open Sound. Tra gli appuntamenti più attesi c'è poi il live della batterista e compositrice barese Valentina Magaletti, oggi considerata una delle figure di riferimento della scena sperimentale internazionale. La serata si concluderà, dalle 22.30, nel cortile del Teatro Kismet con il Wicked and Wild Sound System, protagonista di una sessione di dj-set affidata a Strada, ojoo e Phieni, in collaborazione con il collettivo barese Endoeso. Il secondo percorso, da oggi al 18, è l'Educational Program, negli spazi del CERM, Centro Europeo Ricerca Musicale, con il ciclo di workshop «Costruire Music Communities»: un cammino gratuito rivolto a chi già opera, o desidera lavorare nell'ecosistema musicale contemporaneo che propone un approfondimento sui processi di costruzione delle comunità musicali. I workshop affronteranno temi che spaziano dal ruolo delle community nel settore musicale alla definizione di identità e valori condivisi, dalla costruzione della brand identity ai canali di comunicazione e ai touchpoint di una music community, fino ai modelli di sostenibilità dei progetti culturali. Per partecipare è richiesta la registrazione online a questo form: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSe47Xw1Ek7OVJu7eLr_HyiZf81zz2nwGN4jHCjEC1e2yZDEEw/viewform?usp=send_form. Tra gli appuntamenti più attesi c'è senz'altro il live di Valentina Magaletti, batterista, compositrice e polistrumentista nata a Bari e da quasi trent’anni a Londra, tra le artiste più originali della scena musicale sperimentale contemporanea. Attraverso percussioni, oggetti non convenzionali, materiali e registrazioni ambientali trasforma il suono in una forma di racconto capace di attraversare avanguardia, jazz, elettronica, post-punk e ritualità. «Sono sempre emozionata quando torno a Bari - racconta alla Gazzetta - C’è un’emozione diversa rispetto a qualsiasi altro concerto, perché mi ritrovo davanti a un pubblico di amici, familiari e persone che mi conoscono da sempre. Non so mai se siano lì per affetto, per educazione o per una sincera curiosità verso quello che faccio. La mia musica, soprattutto quella che porto avanti in solo, è piuttosto sperimentale e a volte può risultare ostica, anche per la mia famiglia. Proprio per questo ogni volta è un piccolo salto nel vuoto, ma è anche uno dei più significativi».