Il legame viscerale con la terra d’origine, una visione internazionale che rifiuta le lusinghe del mainstream e l’ambizione di trasformare la club culture in una piattaforma di espressione multidisciplinare. Polifonic Festival torna a ridisegnare i confini della Valle d’Itria con la sua nona edizione, guidata dal tema Sensory Bloom, un invito all’amplificazione dei sensi.
L’edizione 2026 si preannuncia come uno dei capitoli più maturi del festival, forte di oltre settanta artisti distribuiti su tre venue e dell’introduzione del quinto palco, l’Echoes Stage, nato in collaborazione con l’emittente francese Rinse FM France. Questo nuovo spazio, immerso in un angolo inesplorato della Masseria Capece, proporrà sonorità downtempo, dub e ambient, offrendo un’alternativa meditativa e registrando i set poi trasmessi globalmente via radio. Accanto alle novità sperimentali, la line-up vanta la presenza di pietre miliari come il b2b storico tra Carl Craig e Moodymann, il live dei Voices From The Lake e le performance di Mace, Chet Faker e Sama? Abdulhadi. Ad arricchire l’esperienza sarà anche l’arte contemporanea con l’installazione totemica The Lightning Tower di Pepemaniak, già apprezzata al Burning Man, il celebre evento culturale e artistico che ogni anno si tiene nel deserto del Black Rock, in Nevada.








