Tutti i sospetti dietro al voto segreto e il No
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Voto segreto, ma non troppo. È uno dei paradossi emersi durante le ultime votazioni alla Camera, dove il contraccolpo della bocciatura a sorpresa - per un solo voto - dell'emendamento per la reintroduzione delle preferenze e conseguente caccia ai possibili franchi tiratori ha finito per alimentare un clima di sospetto reciproco.Dopo l'incidente avvenuto in aula, il livello di attenzione si è improvvisamente alzato. Tra i banchi, i deputati più fedeli avrebbero controllato i colleghi, mentre dalla tribuna stampa alcuni osservatori, secondo alcuni ricostruzioni giornalistiche, avrebbero dato un'occhiata al modo in cui i parlamentari utilizzavano la pulsantiera, alla ricerca di indizi sul voto espresso.Di fronte a questo clima, qualcuno avrebbe scelto una strada diversa: non nascondere il proprio voto, ma renderlo il più possibile riconoscibile. Nessuna ripresa con i cellulari, come fatto dai vannacciani, piuttosto uno stratagemma cartaceo. Accartocciando un foglio del fascicolo degli emendamenti fino a ricavarne una piccola stecca, alcuni deputati avrebbero reso più evidente il gesto con cui premevano il pulsante del sì, nel tentativo di evitare che su di loro ricadessero sospetti di infedeltà.











