C'è chi rinuncia del tutto alla corsa, chi sposta gli allenamenti all'alba e chi si rifugia in palestra. Con le temperature record che stanno caratterizzando l'estate, fare attività fisica può diventare una vera sfida. Eppure, gli esperti invitano a non interrompere completamente il movimento: il rischio, infatti, è che il caldo finisca per trasformarsi in un nemico della salute non solo nel breve ma anche nel lungo periodo. Uno studio recentemente pubblicato su Lancet ha lanciato un allarme: se le persone riducono sistematicamente l'attività fisica durante le ondate di calore, entro il 2050 potrebbero verificarsi centinaia di migliaia di morti premature ogni anno legate proprio alla diminuzione del movimento. Il problema, quindi, non è decidere se allenarsi o meno, ma capire come adattare l'esercizio alle nuove condizioni climatiche.
Perché il caldo ci fa sentire più stanchi
Chiunque abbia provato a correre in piena estate sa che lo stesso allenamento che in primavera appare semplice può diventare improvvisamente molto più faticoso. Il motivo è fisiologico. Quando i muscoli lavorano producono calore. Per evitare che la temperatura corporea salga troppo, l'organismo aumenta la sudorazione e invia una maggiore quantità di sangue verso la pelle, dove il calore può essere disperso. Questo, però, significa che una parte del sangue non è più disponibile per portare ossigeno ai muscoli. Il risultato è che il cuore deve lavorare di più, la frequenza cardiaca aumenta e la sensazione di fatica compare prima.













