Con l’Argentina si è ritagliato un ruolo da riserva di lusso che decide le partite. Ora la finale mondiale, tornerà in città a due settimane dalla prima di campionato. E subito dopo potrebbero iniziare i colloqui per l’ultimo rinnovo della carriera.Per il ruolo alla Altafini è un po’ presto, sebbene nell’Argentina abbia portato a gol, trionfo e lacrime. Ancora una volta, contro l’Inghilterra, Lautaro Martinez ha morso il freno in panchina e quando è entrato ha trasformato la rabbia per l’esclusione dal 1’ in energia positiva, segnando contro l’Inghilterra una delle reti più importanti della sua carriera. "Quella che tutti gli argentini avrebbero voluto segnare, quella che sognavo quando i miei genitori mi hanno comprato il primo paio di scarpini", racconta il capitano dell’Inter nelle innumerevoli interviste rilasciate dopo la fine della semifinale. In lacrime, per una gioia che ha pochi pari.
Quattro anni fa in Qatar si laureò campione del mondo con l’Argentina, ma non nascose ai cronisti che, a titolo personale, non era contento di come aveva giocato. Una caviglia ballerina non gli aveva permesso di presentarsi al meglio all’appuntamento e alla fine aveva chiuso senza gol, se non nella serie di rigori ai quarti contro l’Olanda (suo il centro decisivo). Fino a due giorni fa aveva vissuto un altro torneo altalenante: due centri, contro la Giordania nel girone a qualificazione già acquisita e con la Svizzera per il definitivo 3-1 ai quarti, più un assist meraviglioso per il gol vittoria di Enzo Fernandez all’Egitto. È però passato da titolare nelle prime quattro apparizioni a carta a gara in corso per fare spazio ad Alvarez. Un ruolo che, da due volte capocannoniere della Serie A e quarto marcatore di sempre della Selecciòn (a quota 40, -1 da Aguero), forse non tutti avrebbero digerito. Scaloni, giustamente, deve badare agli equilibri tattici. Messi “deve“ giocare, l’altra maglia davanti è in ballottaggio tra il “Toro“ e Julian, anche se con l’Inghilterra è stato impiegato il duttile Simeone. E in ogni caso, finché Martinez esce così dalla panchina, il ct ha la forza dei fatti dalla sua.










