Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha praticamente dichiarato che il sistema elettorale americano è compromesso. «Queste rivelazioni mostrano un sistema elettorale così compromesso e così vulnerabile che nessuno può davvero difenderlo. E’ indifendibile», ha detto nel suo discorso alla nazione, in cui ha accusato direttamente la Cina di aver acquisito e rubato più di 200 milioni di dati legati a elettori americani.Il tycoon ha parlato di deep state, lo stato profondo degli apparati e della burocrazia, omettendo di specificare che si riferiva agli anni del suo primo mandato, quando al comando a Washington c'era lui. Un intervento che ai più è sembrato destinato ad insinuare dubbi e perplessità nelle elezioni americane. Un forte messaggio subliminale a quattro mesi dalle elezioni per il rinnovo del Congresso in cui Trump rischia la sconfitta. L’appello del presidente rivolto al Congresso ad approvare il Save America Act, che richiede un documento di cittadinanza per votare, appare non chiaro, secondo quanto hanno dichiarato a caldo molti commentatori: se il sistema é compromesso e la Cina avrebbe i dati completi di milioni di elettori americani, anche il Save America potrebbe non essere sufficiente per cambiare le cose.
Trump accusa la Cina: «Ha compromesso il nostro sistema elettorale»
Il tycoon mette le mani avanti in vista del voto di midterm










