Donald Trump attacca la Cina: «Ha messo a segno quella che è ritenuta la più vasta violazione di dati elettorali della storia» nel 2020, con la quale ha acquisito «illecitamente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi». Un «furto», ha aggiunto il presidente americano, «perché la Cina non voleva che vincessi le elezioni».
Un attacco arrivato durante un discorso alla nazione dalla White House, che giunge a pochi mesi dalle elezioni di midterm, e con il quale il leader Usa mette apertamente in discussione il sistema elettorale statunitense.
Trump ha anche criticato le macchine per il conteggio dei voti e annunciato che desecreterà documenti che mostrano le loro debolezze e la loro esposizione a eventuali attacchi. Nel discorso alla nazione, il presidente ha anche il dito sulla debolezza e la vulnerabilità dei database per la registrazione degli elettori.
«Il nostro sistema di voto è debole ed è ben lungi dal soddisfare gli standard di sicurezza. Lavorerò per mettere al sicuro le Midterm», ha poi assicurato Trump.
Il tycoon inoltre è tornato a lanciare strali contro i media, in particolare contro Nbc e Abc che hanno deciso di non trasmettere il discorso alla nazione sull'integrità delle elezioni perché – ha affermato Trump – «sanno quanto è corrotto il sistema e sono parte del complotto. Vogliono proteggere la sinistra». Nel suo intervento dalla Casa Bianca il presidente ha anche minacciando una revoca delle loro licenze.










