Il caso della possibile grazia al gioielliere Mario Roggero si trasforma in uno scontro istituzionale tra Quirinale e governo. Dopo che il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva annunciato l’apertura di un’istruttoria per la concessione della grazia all’uomo condannato in via definitiva a quattordici anni e nove mesi per aver ucciso due rapinatori nel 2021, Sergio Mattarella lo ha convocato al Colle per ricordargli che quella facoltà appartiene esclusivamente al presidente della Repubblica.

In una nota diffusa al termine dell’incontro, il Quirinale ha spiegato che il colloquio è servito a «puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia», una competenza che «la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica», come confermato dalla sentenza n. 200 del 2006 della Corte costituzionale.

Secondo Repubblica, Nordio non avrebbe informato preventivamente Mattarella dell’avvio dell’istruttoria. Il presidente sarebbe venuto a conoscenza della decisione dalle agenzie di stampa e avrebbe convocato immediatamente il Guardasigilli. Per il quotidiano, il richiamo rappresenta una «sconfessione» del ministro, accusato di essersi attribuito un potere che, in assenza di una richiesta dell’interessato, spetta esclusivamente al capo dello Stato.