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Nella notte fra giovedì e venerdì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto un discorso in cui ha accusato la Cina di aver interferito nelle elezioni del 2020, senza però mostrare prove. Trump perse quelle elezioni contro il Democratico Joe Biden, e da allora ha sempre sostenuto, senza fondamento, che la vittoria gli fosse stata rubata. Nel suo discorso ha detto di basare le sue accuse contro la Cina su una vasta raccolta di documenti di intelligence che la sua amministrazione ha recentemente declassificato (ha cioè tolto il vincolo di segretezza), ma nessuna delle informazioni pubbliche contenute in quei fascicoli avvalora le sue affermazioni. Molte sono in realtà note da anni.

La principale affermazione di Trump è che la Cina abbia acquisito illegalmente dati sensibili dei cittadini statunitensi per modificare il voto delle elezioni presidenziali. Ha inoltre sostenuto che le macchine per il voto elettronico sarebbero state vulnerabili alle influenze di paesi stranieri, e ha citato un rapporto dell’intelligence su un presunto piano del governo venezuelano per alterare i risultati delle elezioni nel paese. Ha inoltre sostenuto che i servizi segreti gli avessero nascosto a lungo queste informazioni per motivi politici.