HomePesaroCronacaIl valore della terra. Otello Renzi spiega come i vini di Marca sono diventati grandiIl docente della Fondazione sommelier ha condotto la degustazione. Bianchello del Metauro Celso e Roggio del Filare Velenosi nel calice.Il docente della Fondazione sommelier ha condotto la degustazione. Bianchello del Metauro Celso e Roggio del Filare Velenosi nel calice.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCi sono gesti che vanno al di là delle apparenze e delle parole. I sorsi versati da Otello Renzi, eterno sommelier e docente della omonima Fondazione, hanno il valore del tempo. Sono l’evoluzione della tradizione contadina nelle Marche, capace di elevarsi fino a conquistare la critica di settore: cinque stelle al Vinitaly per il Celso Bianchello del Metauro superiore doc dell’azienda Guerrieri, quindici volte "Tre bicchieri" al Gambero Rosso per il Rosso Piceno superiore "Roggio del Filare" Velenosi. Seta nel calice. Vini di una eleganza rurale. Nel Celso abbiamo un incedere di sensazioni che Renzi descrive "verdi freschissime, come la siepe di bosso e il peperone, oltre a mineralità effusa e agrumato evoluto di cedro e bergamotto". Quanto al Roggio del Filare, è fitto di globuli neri che portano, come ha ben scandito ieri Renzi in degustazione, a "sensazioni di cioccolato e mirto". Il residuo lucente è di ciliegia disidratata. Un estratto. Sarebbe stato mai possibile parlare in questi termini di questi vini qualche decennio fa, quando i nostri nonni portavano in cantina il "bombo", il vino che leniva le fatiche quotidiane? No. Questo è il valore, questo è stato Agrifutura, un evento che ha narrato il calice e non solo, attraverso le parole di un sommelier che ha fatto la storia del settore, un maestro vero come Otello Renzi che ha osato: "Anche vini rossi possono essere serviti freschi, specie in estate".