Il futuro del vino passa dall’enoturismo, che le cantine dovranno gestire puntando su tre grandi pilastri: l’offerta di esperienze, dal cibo all’arte, l’approccio votato all’unicità e il racconto personale. Questa riflessione è emersa a Montalcino durante Benvenuto Brunello (kermesse in corso fino al 24 novembre), dove la nuova annata 2021 del re dei rossi è stata presentata dai due Master of Wine Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi, che hanno rivoluzionato l’approccio gustativo con l’appoggio del Consorzio di tutela.

Il Master of Wine Gabriele Gorelli

Sabato 22 novembre mattina, durante il convegno "Dalla vigna al mondo: enoturismo ed esperienze per il vino del futuro", moderato da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, si è svolto un confronto aperto sullo stato dell’enoturismo italiano, tra testimonianze, modelli, visioni e nuove chiavi di lettura per il futuro dell’accoglienza.

A illustrare i numeri dell’enoturismo rispetto al consumo di vino è stata Violante Gardini Cinelli Colombini, membro del cda del Consorzio del Brunello di Montalcino e delegata per il settore, che ha evidenziato come mentre il consumo di vino nel mondo scenda -3%, l’enoturismo cresca del 13,2%. L’esperta ha sottolineato la necessità di promuovere un turismo lento e rigenerativo, che porti benessere sia agli abitanti sia ai visitatori: “Occorre destagionalizzare, decentrare le visite rispetto alle grandi cantine, qualificare domanda e offerta e salvaguardare l’identità locale. Pensate che ogni volta che si apre una bottiglia di Brunello, si genera un valore di 117 euro e il Brunello è al centro del progetto. Possiamo vincere solo se facciamo squadra", ha concluso.