In poco più di mezzo secolo, il mondo del vino in Italia ha avuto una storia ricca e avventurosa. A raccontarla, provando anche a fare ipotesi sul futuro, è stato il convegno organizzato venerdì 28 novembre dall’Ais Piemonte nella sede torinese di via Modena (affollata non solo da sommellier ma anche di giovani studenti degli istituti alberghieri) in occasione delle celebrazioni per i suoi 60 anni. “Il racconto del vino italiano” ha visto la partecipazione di docenti universitari (Carmine Garzia, Barbara Sgarzi, Michele Fino, Mauro Agnoletti), esperti del settore come Lino Proietti, direttore Ismea, protagonisti di questa storia come Bruno Ceretto e testimoni d’eccezione come il vescovo di Pinerolo monsignor Dario Olivero.
Vino, gli economisti: svolta nel 2027. Frescobaldi: “Piccolo non è più bello, rafforzare le imprese”
14 Novembre 2025
Un’analisi economica della situazione attuale l’ha fatta Carmine Garzia dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. “Oggi – spiega - l'Italia si posiziona al secondo posto in termini di valore della produzione (16,1 miliardi di euro nel 2024, contro i 33,3 miliardi di euro della Francia) e al primo in termini di quantità”. Produciamo più vino dei francesi ma lo vendiamo a prezzi inferiori. Il problema dei dazi minacciati da Trump? “Esportiamo negli Stati Uniti quasi il 30 per cento del totale del vino che mandiamo all’estero”: per questo una soluzione al problema va trovata al più presto.






