L’Associazione italiana sommelier è nata sessanta anni fa, nel 1965 a Milano. E sin dai primi anni di vita, il Piemonte ha rappresentato una delle realtà più strategiche e dinamiche dell’associazione, oggi la più numerosa e storica del Paese. Una centralità confermata nel tempo e che proprio quest’anno, in occasione del 60° anniversario, il gruppo piemontese, che comprende dieci delegazioni, ha scelto di celebrare con quattro giorni di appuntamenti – da oggi al 1° dicembre – tra convegni, degustazioni, momenti conviviali e approfondimenti formativi.

«Quest’anno ogni regione ha organizzato qualcosa – racconta Mauro Carosso, presidente di Ais Piemonte – Noi ci siamo fatti carico di un impegno forte e abbiamo organizzato a Torino un vero congresso: degustazioni, convegno con personalità del settore, pranzo e un momento formativo per dare un segno del valore che il Piemonte ha sempre avuto nell’Ais».

L’ANNIVERSARIO

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Un ruolo che affonda le radici nei primi anni Settanta, quando – poco dopo la nascita dell’associazione – prende forma il primo gruppo di professionisti torinesi, allora unito anche alla Valle d’Aosta. «C’erano figure di altissimo profilo legate alla ristorazione torinese e albese – ricorda Carosso – E poi produttori come Bruno Ceretto, il papà di Angelo Gaja, e tutto il mondo tecnico-scientifico: l’Ais era un’avanguardia». Il Piemonte ha avuto anche un primato significativo: «La prima donna nella giunta nazionale fu proprio una piemontese, Laura Pesce, che ancora oggi, ultraottantenne, ha un ruolo chiave e che per una vita ha insegnato negli alberghieri. Avrebbe avuto i numeri per diventare presidente nazionale». Tra le donne eccellenti anche Gabriella Burlotto, del Castello di Verduno, prima segretaria dell’Ais Piemonte. Carosso rivendica con orgoglio il suo lungo percorso: «Sono in Ais da 35 anni. Dopo tanto lavoro a testa bassa, oggi siamo di nuovo protagonisti della didattica e dei testi. Per i 60 anni presenteremo un volume realizzato insieme agli enologi sui vitigni piemontesi: nasce da cinque edizioni del nostro seminario sui vini del Piemonte, sedici incontri ogni anno e mezzo».