Cultura, tradizione, apertura al pubblico e ricchezza per la tavola. Il vino piemontese sfila con 515 cantine da Langhe, Roero, Astigiano, Monferrato, Alto Piemonte e tanti altri territori vinicoli, molti dei quali dal 2014 sono Patrimonio dell'Umanità tutelato dall'Unesco. Con questo approccio si apre l’edizione 2026 di Grandi Langhe – Il Piemonte del Vino, in programma alle Officine grandi riparazioni di Torino lunedì 26 e martedì 27 gennaio, con un’anteprima aperta al pubblico domenica 25. Una delle vetrine più ampie del vino piemontese contemporaneo, con oltre 3.000 etichette da provare. Un evento che negli anni ha assunto un ruolo sempre più strategico, capace di riunire territori, denominazioni e produttori.
LA NOVITÀ
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21 Gennaio 2026
A raccontarne la portata sono innanzitutto i numeri e la struttura della kermesse. «Abbiamo sfruttato tutto lo spazio possibile delle Ogr – spiega Sergio Germano, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani – Saranno presenti 380 cantine di Langa e Roero, affiancate da quelle delle altre denominazioni piemontesi, per una visione davvero completa della regione». Un ampliamento progressivo che riflette l’evoluzione stessa della manifestazione: «Come Consorzi di Barolo Barbaresco e Roero siamo stati i fondatori, poi dallo scorso anno ci siamo aperti al resto del Piemonte. E ha funzionato». Il risultato è una fotografia articolata di oltre 60 denominazioni, costruita in accordo con Piemonte Land of Wine, che punta a valorizzare la pluralità dei territori senza rinunciare alle identità.






