WASHINGTON. Con un discorso alla nazione di 25 minuti dalla East Room della Casa Bianca, il presidente Trump accusa la Cina di intromissione nelle elezioni nel 2020 per sollevare l’allarme su simili rischi nel voto di Midterm del prossimo novembre. E spingere il Congresso ad approvare il suo “SAVE America Act”. Trump annuncia l’indagine su un presunto attacco informatico cinese ai dati di 220 milioni di elettori americani, non limitandosi a rilanciare accuse già note su un possibile interferenza di Pechino nelle presidenziali vinte da Joe Biden, ma aggiungendo che declassifica documenti segreti per dimostrarlo. Il vero obiettivo politico del discorso, pronunciato quando in Italia erano le 3 del mattino, è riportare al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza elettorale a pochi mesi dal voto di Midterm. Affermare che il sistema americano è “esposto a manipolazioni e corruzione” significa infatti insinuare un dubbio che va oltre il passato. Se il 2020 è stato compromesso – è il messaggio che Trump suggerisce agli americani - chi garantisce che lo stesso non possa accadere nel novembre 2026, quando si rinnoveranno la Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato? È la domanda che aleggia dietro ogni sua parola, ed è funzionale a preparare il terreno politico in caso di un risultato sfavorevole al suo partito, come i sondaggi preannunciano. Non a caso, il discorso si chiude con un appello concreto al Congresso di Washington: approvare il “SAVE America Act”, la legge che impone l’obbligo di documento d’identità per votare in ogni angolo dell’America. È una battaglia che Trump e i repubblicani conducono da tempo, presentata come misura contro le frodi ma osteggiata dai democratici e da diverse organizzazioni per i diritti civili, che la considerano invece uno strumento per scoraggiare il voto di minoranze, anziani e cittadini a basso reddito, categorie meno propense a possedere un documento di identità valido con foto. Le accuse rivolte alla Cina non sono accompagnate, almeno nel testo del discorso, da prove pubbliche verificabili: Trump parla però di documenti “declassificati” e pubblicati sul sito della Casa Bianca, e di un’indagine affidata a FBI e Direttore dell’intelligence nazionale, ma la sostanza probatoria resta da dimostrare. L’atmosfera elettorale trova conferma nella polemica sul trattamento mediatico del discorso: Trump attacca duramente le reti tv, Abc e Nbc, che non hanno trasmesso l’intervento in diretta sui loro canali principali, arrivando a minacciarne le licenze. Un atteggiamento che si inserisce nel solco di uno scontro permanente con la stampa considerata ostile e che rafforza l’immagine di un presidente che intreccia sicurezza nazionale, propaganda elettorale e polemica mediatica in un unico messaggio. Con l’intento di mobilitare la propria base elettorale, che lo elesse nel 2024. Nell’insieme, il discorso appare una mossa politica estiva tesa a definire lo scontro di Midterm: alimentare il sospetto sul voto passato per giustificare interventi sul voto futuro, che si annuncia assai combattuto proprio perché il vantaggio attribuito ai democratici – almeno alla Camera dei Rappresentanti – paventa per Trump il rischio di diventare un’”anatra zoppa”.
Ciclone Trump contro Cina e tv, ma il vero obiettivo è il voto di Midterm
Venticinque minuti per accusare Pechino di intromissioni nelle presidenziali 2020, ma il presidente non porta le prove. Sullo sfondo il midterm che rischia di …












