Un'informativa dei servizi di sicurezza dà conto di un monitoraggio dell'estrema destra che si avvicina al generale. I nomi: Castellino, Fiore, Iorio

Ci sono skinheads, pregiudicati ed estremisti di destra storici. Ma anche chi viene monitorato «per propaganda attiva di connotazione filorussa». E chi lo accusa di avergli rubato i punti del programma e di essere iscritto alla massoneria. Nella varia e variegata umanità che si avvicina al generale Roberto Vannacci prima delle elezioni del 2027 mentre i sondaggi incoronano il suo Futuro Nazionale spiccano però i protagonisti dell’assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre 2021. A dirlo è un’informativa dei servizi di sicurezza visionata del Messaggero. Che indaga su «un’attività di monitoraggio di ambienti dell’estrema destra» e mette nero su bianco il «diffuso interesse ad aderire al partito di Futuro Nazionale dopo la fuoriuscita del leader Vannacci dalla Lega».

I nomi

Il primo dei nomi è molto noto alle cronache. Si tratta di Giuliano Castellino. Che attualmente è in galera a Terni dove sconta una condanna a tre anni e sei mesi per i disordini a Roma del settembre 2017. Quando insieme ai militanti di Roma ai romani protestò al Trullo contro l’assegnazione di un appartamento a una famiglia etiope. Castellino però è noto soprattutto per l’assalto a Corso Italia, quando i manifestanti No Green Pass e neofascisti distrussero gli uffici del sindacato. Insieme a lui c’era Roberto Fiore. Castellino è confluito nel movimento Indipendenza di Gianni Alemanno che poi si è sciolto in Futuro Nazionale. E nella dinamica dei fatti c’entra Alfredo Iorio.