ROMA Skinheads, teste rasate, l’anima più oscura della destra, i protagonisti dell’assalto shock alla sede della Cgil del 9 ottobre 2021. C’è anche questo nella “galassia nera” che ruota attorno all’ex generale Roberto Vannacci, l’uomo che dopo aver transitato nella Lega di Matteo Salvini ha poi optato per la corsa in solitaria, tra accuse di tradimento incrociate al grido di "chi ha tradito chi?", mentre i sondaggi continuano a fotografare la sua Futuro Nazionale con il vento in poppa.
Un'informativa dei servizi di sicurezza indaga o meglio svolge «un’attività di monitoraggio di ambienti dell’estrema destra» e mette nero su bianco il «diffuso interesse ad aderire al partito di Futuro Nazionale dopo la fuoriuscita del leader Roberto Vannacci dalla Lega». Il documento snocciola nomi e intenzioni dei protagonisti della galassia nera in odor di generale componendo un puzzle a tinte scure. Il primo ad essere menzionato è Giuliano Castellino, «attualmente recluso nel carcere di Terni» per scontare la condanna a tre anni e sei mesi rimediata per i disordini del Trullo del settembre 2017, quando insieme a un drappello di militanti di “Roma ai romani” protestò contro l’assegnazione di un appartamento a una famiglia di origini etiopi. Ma Castellino è nome noto soprattutto per l’assalto alla sede nazionale della Cgil in Corso Italia, con gli uffici del sindacato letteralmente devastati da manifestanti “no green pass” e neofascisti. Alla testa dei violenti, Castellino e il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, un nome, anche questo, che torna nell’informativa dei servizi. I due, assieme agli altri condannati per i fatti della Cgil, incassarono la sentenza di condanna dei giudici tra saluti romani e cori al suon di “non molliamo mai”. Ma torniamo al documento dei servizi che accende un faro su ambienti “attenzionati” dell’estrema destra italiana.








