HomeBolognaCronacaBonifiche Ferraresi in Congo: "Un modello di cooperazione"La storica Spa, colosso del settore agricolo, presenta il suo progetto nel cuore dell’AfricaIl vicepremier Tajani insieme all’ambasciatore Okemba e ai dirigenti di Bonifiche FerraresiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciFederico Dibisceglie
Dalla pianura ferrarese al cuore dell’Africa. C’è un filo che unisce Jolanda di Savoia alla regione del Niari, nella Repubblica del Congo, e passa dall’agricoltura, dalla diplomazia economica e dal Piano Mattei. È qui che BF Spa ha scelto di raccontare il primo anno di attività della BFuture Farm, il progetto che sarà inaugurato il prossimo ottobre ma che ha già prodotto risultati concreti: seimila ettari recuperati, oltre mille già coltivati, 450 lavoratori impiegati, nuove strade, rete elettrica, servizi sanitari, formazione e un polo agroindustriale destinato a rafforzare la sicurezza alimentare del Paese africano. Un’iniziativa che rappresenta una delle scommesse più significative della strategia italiana di cooperazione e sviluppo. Ad aprire i lavori – dopo i saluti del sindaco Elisa Trombin e del presidente della provincia Daniele Garuti – ieri mattina è stato il presidente esecutivo di BF Spa e amministratore delegato di BF International, Federico Vecchioni, che ha rivendicato le radici del progetto. "Abbiamo voluto essere qui perché tutto è nato a Jolanda. Dieci anni fa BF non era questa. È ripartito un sistema fatto di persone, investimenti, tecnologie e benessere. Ma una cosa non è cambiata: siamo e saremo agricoltori". Una visione che guarda oltre i confini italiani. "Quello che stiamo realizzando è un disegno molto grande per l’agricoltura italiana – scandisce –. Nel continente africano vanno oltre cento imprese agroindustriali e con loro vanno anche le istituzioni italiane".












