TORINO. Un anno fa c'erano solo savana e piste sterrate. Oggi, nel villaggio di Malolo, nella regione congolese del Niari, si è appena conclusa la trebbiatura della soia. È il primo raccolto della BFuture Farm, il progetto agroindustriale di BF International presentato oggi a Jolanda di Savoia, nel Ferrarese, sede di BF Spa, a dodici mesi dall'avvio operativo. I numeri raccontano un'accelerazione: 6.000 ettari di terreno recuperati sui 10.000 ottenuti in concessione pluriennale dalle autorità congolesi, di cui oltre mille già messi a coltura con il supporto di 50 macchine agricole e una piattaforma digitale che integra monitoraggio satellitare, stazioni meteo e sensori IoT. Attorno ai campi sta crescendo un ecosistema: 20 chilometri di strade, la prima linea elettrica della zona (30 chilometri), una rete idrica per uso agricolo e civile con quattro punti d'acqua per le comunità. In cantiere ci sono il polo industriale con 12 silos, mangimificio e sementificio, la ristrutturazione della scuola, il primo Centro per la Salute dell'area e una Casa Parto. Al lavoro ci sono circa 450 persone tra attività agricole e costruzioni, con un impatto socioeconomico stimato su 3.000 abitanti. L'iniziativa rientra nel Piano Mattei per l'Africa, nell'ambito del programma AREA per il rafforzamento degli ecosistemi agroalimentari, cofinanziato dalla Farnesina con CIHEAM Bari come partner tecnico e il supporto di SACE e SIMEST. Un modello di cooperazione pubblico-privata che punta sulla sicurezza alimentare del Congo: proprietà fondiaria e produzione restano nella disponibilità del Paese.