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I lavori per la realizzazione della farm in Congo

di BisceglieDa Jolanda di Savoia parte uno dei tasselli più ambiziosi del Piano Mattei. Nella sede di BF Spa è stato presentato il primo bilancio della BFuture Farm realizzata nella Repubblica del Congo, un progetto che in meno di un anno ha già recuperato 6 mila ettari di terreno, avviato le prime produzioni agricole e dato vita a un sistema di infrastrutture, servizi e formazione destinato a diventare un modello della cooperazione italiana in Africa. Un risultato che proietta ancora una volta il territorio ferrarese al centro di una delle principali strategie internazionali del governo. I numeri raccontano la portata dell’iniziativa: oltre mille ettari già coltivati, 450 lavoratori impiegati, venti chilometri di nuove strade, una linea elettrica di trenta chilometri, il primo Centro per la Salute dell’area, una Casa parto e un impatto socioeconomico che interessa già circa tremila persone. Un modello che unisce sviluppo agricolo, innovazione e cooperazione internazionale. Ad aprire i lavori è stato il presidente esecutivo di BF Spa e amministratore delegato di BF International, Vecchioni, che ha ripercorso il cammino dell’azienda e il valore simbolico della scelta di Jolanda. È il vicepremier Antonio Tajani a dare la lettura politica del tutto, indicando proprio la BFuture Farm come uno degli esempi più concreti del Piano Mattei. "L’Africa è il continente destinato a crescere e dallo sviluppo dell’Africa dipende il futuro del nostro mondo", ha affermato. "In Congo – aggiunge il vicepremier – siamo presenti con le nostre aziende per creare posti di lavoro e benessere. Il ruolo di BF è strategico, cruciale. Questo è un modello di cooperazione". Il ministro ha ribadito la volontà del governo di rafforzare i partenariati pubblico-privati, favorire la nascita di joint venture per trasformare direttamente in Africa le materie prime e consolidare quella "diplomazia della crescita" che passa anche dal Piano export e dalle 620 borse di studio dedicate agli studenti africani. Tra gli interventi più significativi quello di Vincenzo Gesmundo, presidente di BF International. "Sono presidente di BF International per una sola ragione: sono il custode di un’idea", ha detto. Un progetto che, ha aggiunto, "prima ancora della dimensione economica, ha una profonda valenza sociale". "Ogni ettaro che realizzeremo sarà contro la povertà. Ogni investimento sarà per la prosperità", ha concluso, sottolineando anche il crescente interesse della finanza nei confronti dell’agricoltura. Lo sguardo si è poi spostato sul Congo con l’intervento dell’ambasciatore Henri Okemba. "L’evento di oggi è il segno tangibile di due visioni: quella del presidente del Congo e quella del Piano Mattei promosso dall’Italia. Questo giorno resterà nella storia dei nostri Paesi", ha affermato. Il diplomatico ha annunciato che, dopo i primi 10 mila ettari, il governo congolese ha già individuato altri due siti, per complessivi 20 mila ettari, destinati ad ampliare il partenariato. "BF mette in primo piano il mio Paese e crea le condizioni per nuovi investimenti. Viva la cooperazione tra Italia e Congo". Attorno al progetto si è stretto l’intero Sistema Italia. Per il direttore del CIHEAM Bari, Biagio Di Terlizzi, "rafforzare il capitale umano significa creare sviluppo sostenibile". L’amministratrice delegata di Simest, Regina Corradini d’Arienzo, ha ricordato che "siamo partner di questa storia dal primo giorno" e che il fondo dedicato all’Africa rappresenta "un modello di lungo periodo". Per Roberto Diacetti, direttore generale di Enpaia, l’iniziativa "segna un nuovo umanesimo", mentre Antonio Buonfiglio, direttore generale della Fondazione Enasarco, ha ricordato che "accanto alla sicurezza alimentare esiste anche una sicurezza sociale". Infine il vicepresidente della Regione Vincenzo Colla: "Il sistema integrato pubblico-privato crea qualità. Se non si costruiscono buone relazioni non si fanno progetti. State facendo qualcosa per il bene del Paese e noi siamo al vostro fianco". A chiudere la giornata, il richiamo alle radici ferraresi del progetto. La sindaca di Jolanda di Savoia, Elisa Trombin, ha definito il paese "un punto di riferimento internazionale per la risicoltura", ricordando come questa sia "una terra resa abitabile e produttiva grazie all’agricoltura". "Abbiamo un sogno: che i giovani vengano qui da tutto il mondo per formarsi, conoscere e imparare". Un messaggio condiviso anche dal presidente della Provincia, Daniele Garuti, che ha parlato di un’iniziativa capace di rappresentare "un riferimento a livello internazionale".