A un anno dall’avvio della BFuture Farm di Malolo, nella Repubblica del Congo, il progetto promosso da BF International è già una realtà: 6.000 ettari recuperati, infrastrutture in costruzione, innovazione tecnologica, formazione e servizi per le comunità locali. Presentati ieri a Jolanda di Savoia i risultati di uno dei progetti più avanzati del Piano Mattei. Per il presidente esecutivo di BF Spa e amministratore delegato di BF International, Federico Vecchioni, la farm rappresenta un’infrastruttura agroindustriale capace di rafforzare la sicurezza alimentare, trasferire competenze e promuovere uno sviluppo sostenibile
Ci sono progetti che si misurano sulle intenzioni e altri che, invece, iniziano a pesarsi sui risultati. La BFuture Farm di Malolo appartiene alla seconda categoria.
A un anno dall’avvio operativo, quello che era stato individuato come uno dei progetti pilota del Piano Mattei è diventato un’infrastruttura agroindustriale già funzionante, capace di coniugare produzione agricola, innovazione tecnologica, formazione e servizi essenziali.
Una fotografia che è emersa ieri a Jolanda di Savoia, nella sede di BF Spa, dove sono stati illustrati i risultati del primo anno di attività della farm realizzata nella regione del Niari, in Repubblica del Congo alla presenza, tra gli altri, dell’ambasciatore del Congo in Italia Henri Okemba e del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.










