Le temperature sempre più alte stanno peggiorando la qualità del sonno in tutto il mondo: l'Italia è tra i Paesi in cui si dorme sempre meno a causa del cambiamento climatico

Quanto incide il cambiamento climatico sulle nostre ore di sonno? È la domanda a cui ha cercato di rispondere Climate Central, un’organizzazione indipendente che si occupa di ricerca sul clima. Lo studio, «Climate Change is Costing People Sleep», – il primo realizzato sul tema – ha analizzato i dati di 1.338 città del mondo, confrontando le temperature notturne registrate tra il 2020 e il 2025 con quelle che si sarebbero verificate in un mondo non influenzato dalle emissioni di origine umana. L’obiettivo era quantificare le ore di sonno perse a causa delle alte temperature, e fra queste, quelle direttamente riconducibili al cambiamento climatico. Gli effetti riguardano anche l’Italia, dove città come Milano e Palermo registrano un impatto superiore alla media mondiale.

I ricercatori hanno preso in esame 1.338 città nel mondo, confrontando le temperature realmente registrate con quelle che si sarebbero verificate in un mondo senza il cambiamento climatico causato dalle attività umane. Il risultato mostra che, tra il 2020 e il 2025, ogni persona ha perso in media quasi 56 ore di sonno all’anno a causa del caldo notturno. Di queste, circa sei ore – poco più del 10% – sono attribuibili direttamente al riscaldamento globale provocato principalmente dall’uso di combustibili fossili e dalla deforestazione. In pratica, le temperature elevate fanno perdere ogni anno l’equivalente di circa sette notti di sonno, una delle quali è riconducibile al cambiamento climatico. Un risultato che è almeno raddoppiato dagli anni ’70.