Dalle 11.36 del 14 agosto 2018 alla sentenza di oggi: la cronologia della tragedia, i numeri del processo e tutte le condanne
Il rumore del crollo si è spento da anni, ma il vuoto lasciato dal Ponte Morandi continua ad attraversare l'Italia intera. È il 14 agosto 2018, un violento nubifragio si abbatte su Genova, la città è vuota per le ferie. Il viadotto Polcevera, infrastruttura della A10 progettata dall'ingegnere Riccardo Morandi e realizzata nel 1967, si spezza in due trascinando nel vuoto, auto, camion e 43 vite. Sono - erano - ragazzi che andavano in vacaza, autotrasportatori impegnati nel lavoro quotidiano. Cittadini in giro per Genova, turisti.
Il tempo si ferma lì, alle 11.36. Da allora, la città, tutto il Paese, in realtà, non sono più stati gli stessi: il crollo del Ponte Morandi diventa il simbolo di una tragedia che mette in discussione la sicurezza delle infrastrutture, il sistema dei controlli e il senso stesso della responsabilità.
Otto anni più tardi, la sentenza nei confronti dei 57 imputati, tra cui Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, condannato a dodici anni di reclusione. Una decisione che arriva dopo un lungo percorso processuale e che, per i familiari delle vittime, rappresenta un primo approdo nella ricerca di verità.










