Roma, 16 luglio 2026 – L’improvviso cedimento, il forte boato, la distruzione. Era la mattina del 14 agosto 2018 quando a Genova crollò il Ponte Morandi, lasciando una ferita indelebile al cuore del capoluogo ligure. Il bilancio fu di 43 vittime travolte dal crollo, di cui le ultime quattro trovate dopo cinque giorni di ricerche. E furono 500 gli abitanti della zona sfollati. Quattro anni dopo, 7 luglio 2022, iniziò il dibattimento per un totale di 284 udienze fino ad arrivare alla sentenza di oggi, giovedì 16 luglio. Uno dei processi più imponenti che sia mai stato celebrato nelle aule di giustizia italiane.

Quel maledetto 14 agosto 2018

Inaugurato nel 1967, il ponte Morandi era lungo oltre un chilometro, con tre piloni di cemento armato a sostenerlo. Alle 11.36 del 14 agosto 2018, con una città che si era svegliata sotto la pioggia battente, vennero giù oltre 200 metri del ponte trascinando nel vuoto decine di veicoli. Nelle foto scattate dopo la tragedia, si vedono travi di cemento spesse due metri spezzate e sbriciolate, con i tondini d'acciaio che spuntano contorti. Sul lato destro del ponte, quello che passava sopra la ferrovia, un’intera porzione della struttura lunga 20 metri cadde tra i binari e una palazzina. Il ponte Morandi dopo il cedimento del 14 agosto 2018 (Marmorino-Newpress)