Si chiude con 32 condanne su 57 imputati il processo di primo grado per il crollo del Ponte Morandi. Il Tribunale di Genova ha inflitto complessivamente 177 anni, 2 mesi e 5 giorni di reclusione ai 32 imputati riconosciuti colpevoli per il disastro che 14 agosto 2018 costò la vita a 43 persone. La pena più elevata è stata inflitta all'ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, condannato a 12 anni di reclusione. Seguono Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni di Aspi, condannato a 11 anni, ed Emanuele De Angelis e Maurizio Ceneri, entrambi condannati a 10 anni. Tra le altre condanne figurano quelle dell'ex direttore generale di Aspi Riccardo Mollo (8 anni e 6 mesi), dell'ex direttore della vigilanza del Mit Mauro Coletta (5 anni) e dell'ex direttore dell'Ufficio ispettivo del Ministero a Genova Carmine Testa (4 anni e 2 mesi).La Procura di Genova contestava a vario titolo reati di omicidio colposo plurimo, crollo doloso, omicidio stradale, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro, ha chiesto condanne per complessivi 400 anni. Gli imputati sono ex dirigenti e tecnici di Autostrade, Spea (la societa' controllata che si occupava della sicurezza e della manutenzione) del ministero dei Trasporti. Per la Procura, negli anni si sarebbe risparmiato sulla sicurezza e sulla manutenzione del ponte per permettere ai soci di intascare maggiori dividendi, fino ad arrivare al crollo dell'agosto di otto anni fa. I familiari delle vittime negli anni hanno ricevuto risarcimenti civili da Aspi per circa 60 milioni di euro.