L’orizzonte per i meloniani resta il 2027, tra election day in primavera e scadenza naturale della legislatura. Nei calcoli entra anche il 14 aprile, quando i parlamentari al primo mandato maturerebbero il requisito per la pensione

Alle 11 e 40 sul tabellone della Camera compaiono 217 voti favorevoli, 152 contrari e due astensioni. La nuova legge elettorale supera così, a scrutinio segreto, il primo dei passaggi parlamentari. La maggioranza porta a casa con un applauso liberatorio la prova finale dopo una settimana segnata dai franchi tiratori, dalla bocciatura per un solo voto dell’emendamento sulle preferenze presentato da Fratelli d’Italia e Noi Moderati e dalla successiva spaccatura del centrodestra sulla proposta dei vannacciani.

A Palazzo Madama arriva un sistema a base proporzionale che abolisce quasi tutti i collegi uninominali e assegna un premio di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione che risulti prima e superi il 42% dei voti in entrambe le Camere. Restano le liste bloccate, mentre durante l’esame sono entrati nel testo il voto per i fuorisede e le nuove regole per la circoscrizione Estero. Chiusa la partita a Montecitorio, nel centrodestra si ragiona sulle prossime mosse: dal cammino della riforma agli scenari per le urne.