| 16 Luglio 2026 15:03 |

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(Adnkronos) – “La Nato continua a produrre risultati concreti. Gli investimenti nella difesa crescono, le capacità militari vengono rafforzate, la base industriale si espande e gli alleati europei, insieme al Canada, che includiamo naturalmente in questa accezione, assumono una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza comune. Il vertice di Ankara conferma i progressi degli alleati verso gli obiettivi che ci eravamo prefissati l’anno scorso a l’Aia, a partire dall’impegno di destinare il 5% del Pil alla Difesa entro il 2035”. Così l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, descrive lo stato di salute dell’organizzazione intergovernativa e le prospettive future, intervenendo all’iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation presieduta da Marco Minniti. L’appuntamento, intitolato “Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la Nato”, ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche che animano lo scenario del Mediterraneo allargato.

Riportando i numeri dell’impegno europeo nella difesa, l’Ammiraglio fa sapere che “nel 2025, gli alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nella difesa di oltre 139 miliardi di dollari, un incremento superiore al 20% rispetto al 2024. Ad appena un anno dall’avvio del percorso verso l’obiettivo del 5%, gli investimenti combinati di tutti i paesi dell’Alleanza si attestano già intorno al 4% del Pil. Ad Ankara – prosegue – in un solo giorno sono stati annunciati oltre 50 miliardi di dollari di nuove commesse”, mentre con l’iniziativa ‘Nato Drone Edge’ si prevede di investire “40 miliardi di dollari nei sistemi senza pilota nei prossimi cinque anni. Ogni euro destinato alla difesa è un euro investito in un futuro di pace e di sicurezza per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti”, afferma ricordando poi che “a livello globale, la spesa media per sicurezza e difesa si attesta già attorno al 5% del Pil. Non stiamo quindi esagerando, stiamo semplicemente tenendo il passo con il mondo in cui viviamo”.